Non mi ritengo un guru dell’informatica, in particolare delle reti. Se una volta ero molto ferrato nelle topologie di reti e nell’insieme di standard e protocolli che ci girano intorno, orma,i un po’ anche a causa del lavoro che faccio (facevo?), sono molto arrugginito in questa materia. Anche perché si tratta di un campo in continua evoluzione e anche chi ci lavora quotidianamente fatica a stare dietro a tutte le novità
Questo pomeriggio è nata una discussione tra me e Alberto. Alberto è l’uomo delle reti, si occupa di tutta l’infrastruttura di rete dello IUAV ed è molto in gamba nel suo lavoro. La questione verteva sulla definizione di trunking, che per me è l’aggregazione virtuale di più cavi di rete (e quindi porte nello switch) con lo scopo di aumentare la velocità di trasporto dei dati (quello che in Linux è il bonding) mentre per Alberto è la possibilità di veicolare contemporaneamente più VLAN in un unico canale (cavo di rame, fibra o altro), associando ad ognuna un ID ed effettuando quello che io definisco tagging.
Un po’ per pignoleria, un po’ anche per capire se ho sempre sbagliato ad usare i termini, ho cercato su Internet la definizione, ed ecco cosa riporta Wikipedia:
In computer networking, trunking refers to the use of multiple network cables or ports in parallel to increase the link speed beyond the limits of any one single cable or port. This is called port trunking or link aggregation. Trunks may be used to interconnect switches, such as major, minor, public and private switches, to form networks.
e fin qui avrei ragione io, però aggiunge anche:
In the context of VLANs, Cisco uses the term “trunking” to denote a network link carrying multiple VLANs between 2 switches or between a switch and a router, through the use of a “trunking protocol.”
Dal momento che Alberto lavora da anni con i Cisco, anche se ora stiamo portando molto sotto HP, è lecito per lui seguire questa denominazione voluta dall’azienda. Alla fine quindi abbiamo ragione tutti e due.