feb 16 2008
Bella la balla con le bolle del Billa!
Mi è stato spedito oggi via mail un documento PowerPoint troppo simpatico, che vi voglio riproporre qui. Descrive le varie tipologie di ubriacatura secondo le definizioni venete (campagnole oserei aggiungere).
La mussa
Si tratta essenzialmente di un’ubriacatura raggiunta in modo stupido ed ignorante. Infatti, all’inizio del ciclo di sollevamento dei numerosi bicchieri che portano a questo stato d’animo, non c’è l’intenzione di ubriacarsi ma solo di bere qualcosa. Però, come tutti sappiamo, inviare el musso xe ‘na fadiga, ma una volta partito non lo si ferma più. Lo stato d’animo che ne consegue è la riluttanza verso qualsiasi cosa e il rallentamento dell’attività cerebrale fino a raggiungere il livello di intelligenza di un musso, dal cui nome deriva il termine ciapare ‘na mussa.
Questo tipo di ubriacatura viene raggiunto bevendo differenti tipi di bevande alcoliche (termine tecnico smissioto) appunto perché la capacità di ragionamento dell’individuo viene quasi azzerata, portando poi inevitabilmente alla fase di sboccatura. Il giorno seguente, a mente lucida, l’individuo sente di aver fatto una cosa stupida.
La simmia
Proprio come il carattere dell’animale che la contraddistingue è un’ubriacatura che porta ad uno stato d’animo felice e gioviale. L’individuo che ha preso una simmia risulta essere euforico e quasi privo di ogni inibizione. Non è raro il giorno successivo trovarsi con i segni tipici lasciati da questo animale, come graffi sulla schiena, bruciore al fondo schiena o un figlio a carico.
Un’altra controindicazione può essere individuata nel fatto che questa ubriacatura risulta essere anche la più costosa. Infatti, al contrario delle altre tipologie, per mantenere questo stato euforico la simmia ha bisogno di essere mantenuta a livello, con notevole dispendio economico. Il giorno seguente ci si sente un po’ spaesati perché, ripensando ai gesti compiuti la sera prima, ci si chiede se eravamo veramente noi o qualcuno con le nostre sembianze.
N.B.: Da evitare assolutamente in luoghi frequentati da persone conosciute.
La cagna
È l’ubriacatura più stimata e ricercata dai maggiori esperti nel campo per un semplice motivo: ti rimane sempre fedele e nella maggior parte dei casi, quando ti risvegli alla mattina, la trovi ancora lì vicino a te. La cagna si raggiunge lentamente, assaporando ogni sorso della bevanda, quasi come se si instaurasse un nuovo rapporto di amicizia con un’altra persona.
Essendo il cane un animale abbastanza intelligente, la filosofia della cagna non prevede el smissioto. Una volta decisa la linea di bevande, si prosegue lungo la strada senza alcuna esitazione, proprio come un segugio sulle tracce della preda. Come nella fase d’incontro, anche la fase di addio avviene lentamente, lasciando dietro di sé un senso di vuoto, come se si avesse perduto qualcosa.
La tortora
È un’ubriacatura leggera, di quelle che non ti danno fastidio perché ti si appoggiano sulla spalla per un po’ e poi volano via. Di norma la tortora è apprezzata durante i giorni lavorativi, perché il giorno seguente non lascia segni. Di solito si consuma in locali non molto alla moda o poco frequentati, appunto perché la tortora non risulta essere un’ubriacatura di classe. Nasce prevalentemente nelle compagnie di sole donne e non è mai troppo dispendiosa.
Consiglio: Beve bene chi beve per primo, parché el culo dela butiglia non l’è mai bon!
Ora ovviamente sto pensando a come associare il tipo di rosta ai vari componenti della mia compagnia alcoolica! Suggerimenti?








































