feb 20 2008

I designer peggio degli ingenieri [2]

PJ @ 15:16Categorie:

Non è passata neanche una settimana dalla mia riflessione a proposito di un set tavolo/sedie ideato dalla designer Marta Antoszkiewic, che scopro un’altra sua creazione, sempre progettata con l’intento di risparmiare spazio ma questa volta più artistica.

Bulbo chiuso

Questo bulbo racchiude al suo interno un tavolo (questa volta tondo e con una gamba unica nel mezzo, così risolviamo in un colpo solo sia il problema degli angoli nello sterno che quello delle gambe nelle palle); una volta aperto mette a disposizione quattro sedie.

Bulbo aperto

Ora, non è che voglio accanirmi contro questa designer, e mi inchino anzi davanti ai suoi tre anni di esperienza nel settore, ma un paio di dubbi li avrei anche su questo prodotto:

  • queste sedie mi trasmettono l’idea di un equilibrio assolutamente precario, al limite dell’instabilità, sullo stile di una sedia a dondolo senza ritorno, che richiede almeno qualche ora di esercizio prima di poterle dominare completamente (vi ricordate la sedia/puff del megadirettore di Fracchia?)
  • i casi sono due: o io a casa ho un pavimento perfettamente pulito ed esente dalla polvere (su Marte forse, dove a causa della scarsa gravità del pianeta i gatti di polvere passeggiano felicemente a mezz’aria e non restano appoggiati per terra bastardamente nascosti tra gli angoli dei mobili), oppure ogni volta che richiudo il tavolo devo prima capottare le sedie per poi dare una bella lavata al loro fondo che sarà sicuramente lercio, soprattutto se come qualsiasi cristiano la sedia la sposto almeno quella ventina di volte montre la uso
  • visto che ha lasciato quel foro nel mezzo del bulbo, poteva realizzare un buco anche nel mezzo del tavolo, così era possibile infilarci un ombrellone

Devo dire però che l’idea di quella fessura sotto il sedile è interessante: potrebbe essere sfruttata come portariviste.

Su, dai, ditemi la vostra!

Fonte: The design blog

gen 19 2008

Al bando le lampadine!

PJ @ 18:28Categorie:

Lampadina ad incandescenza Rieccoci qui; oggi però non faccio nessuna premessa e arrivo subito al sodo, così non rischio di dilungarmi nuovamente in argomenti di cui non vorrei parlare.

Da dicembre l’Irlanda è diventata il primo stato al mondo a bandire le tradizionali lampadine a incandescenza. Questo quanto deciso dai ministri dell’ambiente

Non male eh? I cittadini irlandesi hanno ora un anno di tempo per sostituire le vecchie lampadine a bulbo, che non potranno più essere vendute a partire dal gennaio 2009, con modelli a basso consumo energetico.

Tutto questo ovviamente per ridurre il consumo di energia elettrica, e quindi per rispettare l’ambiente. Una mossa quindi che alla fine non può che fare contenti i cittadini stessi, che si ritrovano a pagare bollette meno care.

Non è da poco tempo comunque che Greenpeace suggerisce di passare a lampadine a basso consumo, come si può leggere in questo documento proveniente direttamente dal loro sito. In questi ultimi anni la resa delle lampade composte da LED è aumentata parecchio: vengono utilizzate nell’industria automobilistica e si cominciano a vedere modelli che possono realmente sostituire una lampadina di casa consumando 1 o 2 watt. È vero che costano un po’ di più, ma il risparmio si ottiene poi con bollette più basse e con meno sostituzioni di lampadine (quelle a LED hanno una vita media di 100.000 ore, contro le 1000 ore di una lampada ad incandescenza e le 15000 ore di una lampada LFC); Probabilmente nel momento in cui cominceranno ad essere più diffuse calerà anche il prezzo finale.

E voi, a casa utilizzate lampadine a basso consumo?

Fonte: Independent